Giovanni Martini
Piccolo manuale di un sopravvissuto tra i banchi della scuola media.


Ora che sono arrivato in terza media posso dire di averne passate molte e mi sarebbe piaciuto ricevere il primo giorno una guida per orientarmi nella scuola che mi sembrava una giungla. Quindi cercherò di dare qualche dritta a qualche "primino".

1)primo giorno di scuola: tu con il tuo zainetto sulle spalle annaspi fra la folla: devi appiccicarti alla prima faccia amica e una volta entrato in quella classe fredda e spoglia, ti chiederai: "Dove devo sedermi?" Se hai intenzione di metterti in prima fila prima connetti quel tuo piccolo cervello e ripensaci: l'insegnante che varcherà l’aula potrebbe essere cannibale, non si sa mai...Scordati anche di metterti in ultima fila: potresti dare un'impressione sbagliata all'insegnante sbagliato. Quindi l'ideale è la metà dell'aula; trascina il tuo amico e sedetevi in una coppia di banchi vicina al muro.

2) La prima ora è passata; hai avuto paura, eh?Ora l'insegnante se ne va, per lasciare il posto ad un altro; tra un'ora e l'altra ci sono sempre due o tre minuti di tempo libero: approfittane per conoscere i tuoi compagni, non chiuderti, non sei un'isola tu e il tuo migliore amico, fate nuove conoscenze!

3) è passata la prima settimana: cominciano i compiti; non puoi permetterti di dimenticarne uno: la prima media è il biglietto da visita per tutti i tre anni, quindi devi essere sempre attento, segna tutti i compiti, IMPEGNATI per fare bella impressione sugli insegnanti.

4) Arrivi a scuola con il sonno che ti piega a metà, entri in classe e vedi il prof. alla cattedra; in quel momento ti accorgi di aver dimenticato il consiglio 3 e quindi anche l'interrogazione! Non collassare, fai un respiro profondo e riporta la pressione sanguigna alla normalità; entra fingendoti disteso e preparato, accomodati sulla sedia, non fare movimenti bruschi, ma sii veloce e prendi il libro e comincia a ripassare. Se il professore non interroga casualmente aprendo il registro hai tre possibilità: a) cominciare a pregare sperando che una invasione aliena rapisca l'insegnante; b) sperare che gli invasori alieni rapiscano te e ti facciano re/regina di un vasto impero; c) fingersi disinvolto, ma non parlare con nessuno, prendere il proprio materiale dallo zaino e disporlo ordinatamente sul banco.

5) Prova allora ad immaginare: cambio dell'ora, arriva l'insegnante e vedi che tutti i compagni prendono i compiti dallo zaino, quei compiti che tu, anche cercando tutto il giorno, non troverai. Non li avevi segnati sul diario? Ti sei dimenticato di farli? Gli scenari che si aprono dipendono dal professore che hai: A) se l'insegnante fa correggere gli esercizi agli alunni, senza passare singolarmente di banco in banco, puoi farti passare il compito da un amico fidato (ma non approfittare mai troppo della gentilezza dei compagni). B) Se, invece, l'insegnante passa di banco in banco a correggere, oppure ritira i compiti fatti, mi dispiace (ti sarà di insegnamento), NON HAI SCAMPO...

6) Eccoci arrivati al quesito più grande di tutti: come rimanere distratti senza essere ripresi?
Ci sono molte tecniche, ognuno ha la sua, ma questa è la più semplice e sicura: mostra interesse almeno nei primi dieci minuti di lezione, partecipando, poi lasciati lentamente andare, guardando verso la finestra o guardando il vuoto verso la lavagna o fissando il libro sul banco.

7) alcune volte si sente il bisogno irrefrenabile di parlare con un amico che si trova dall'altro lato della classe. In questo sto caso ci sono i bigliettini, ma gli insegnanti sembrano avere un radar per individuarli e neutralizzarli; il modo migliore per camuffare i passaggi è inserire i bigliettino nel tappo della biro e passare il tutto con disinvoltura. La parte più difficile però è quando arrivano al destinatario: e lì che di solito gli insegnanti colpiscono!Siate prudenti! Ci sono i ficcanaso che dovrebbero limitarsi a passare ed invece leggono il biglietto, oppure quelli che credono che tutti ce l'abbiano con loro e invece di passare il messaggio lo consegnano ai professori: TRADITORI! Non vale quindi la pena di aspettare l’intervallo? Alla fin dei conti spero che queste dritte ti permetteranno qualche volta di cavartela in alcune situazioni. La cosa migliore, però, è assolvere al proprio dovere di studente dal primo ad ultimo giorno poiché questi tre anni, se fatti bene, ti forniranno una base solida, un metodo di studio per affrontare le scuole superiori.