Daniele Colinelli, Aminta Kane
Breve storia del Nazismo


Il nazismo (detto anche nazionalsocialismo) è un'ideologia diffusasi in Europa nella prima metà del Novecento. Il nazismo è caratterizzato da una visione razzista, violenta e totalitaria della società. Il regime nazista, capeggiato da Adolf Hitler, si è contraddistinto per una aggressiva politica espansionistica e per lo sterminio di ebrei, zingari, oppositori politici, disabili.

ASCESA DEL NAZISMO
Nel 1923 Adolf Hitler tentò, insieme al generale Ludendorff, un colpo di Stato a Monaco che si proponeva di abbattere la repubblica di Weimar; il tentativo fallì e Hitler fu condannato a 5 anni di carcere. Qui ebbe modo di mutare la sua strategia politica ed espresse i suoi propositi insieme ad altre teorie razziste ed antidemocratiche nel libro “La mia battaglia”. Scarcerato nel 1924, Hitler si dedicò alla riorganizzazione del partito nazista, cui affiancò formazioni para-militari come le SA e le SS, che dovevano assicurargli il predominio nei violenti scontri di piazza con le forze di sinistra.

MINISTERO BRUNING. SUCCESSO ELETTORALE DEI NAZISTI.
Hitler affrontò nel 1930 le elezioni generali al Parlamento nelle quali il Partito nazista ottenne sei milioni di voti. in seguito, applicando una strategia combinata di terrorismo squadrista e di azioni legalitarie si oppose a Hindenburg nelle elezioni presidenziali uscendo sconfitto ma confermando la propria forza.

RIELEZIONE DI HINDENBURG ALLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA.
Le elezioni del luglio 1932 segnarono la sua vittoria definitiva e Hitler fu nominato da Hindenburg cancelliere del Reich. Costituì dapprima un governo di coalizione ma riuscì presto ad ottenere i pieni poteri; eliminata l’opposizione interna nella cosiddetta “notte dei lunghi coltelli”(1934) instaurò una ferrea dittatura personale.
SECONDA GUERRA MONDIALE E SCONFITTA DEL NAZISMO
Preso il potere, Hitler perseguì una costante politica di espansionismo e di riarmo, violando tutte le clausole del trattato di Versailles.
Nel 1939 aggredì la Polonia provocando lo scoppio della seconda guerra mondiale. Dopo i grandi successi iniziali (invasione di Polonia Francia e Norvegia) Hitler decise di portare il decisivo attacco all’URSS. Sconfitto alle porte di Mosca ed a Stalingrado e battuto in Africa, dovette far fronte alle opposizioni interne dell’esercito e rischiò di perdere la vita nell’attentato fallito del 20 luglio 1944. L’invasione alleata della Normandia e l’avanzata russa determinarono il crollo del Reich. Rifugiatosi a Berlino, si uccise il 30 aprile 1945, quando i russi stavano per penetrare nelle città. Il suo corpo non venne mai ritrovato.

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