Suwannee Chaiseejan
Caro diario, ti racconto l'intolleranza


Ehi! Ciao, caro diario, come stai? Io bene.
Oggi piove a dirotto e non posso uscire di casa. Mi annoio, quindi ho deciso di parlare un po’ con te: in questo momento sto pensando ai ragazzi stranieri che vivono in italia, vittime di intolleranza e senza amici. Sono una ragazza thailandese che vive in italia, un paese molto diverso da quello in cui sono nata e cresciuta. Ho vissuto diverse esperienze con i bulli e con persone razziste che ho incontrato a scuola, per strada o al ristorante. Vengo presa di mira anche quando cammino per strada. Ho la sensazione di essere osservata solo perché il mio aspetto è diverso da quello degli altri. Sento commenti ironici, risatine, frasi del tipo “guarda la cinese…….” Io sento tutto, faccio finta di niente ma queste cose mi fanno arrabbiare. Già alle elementari soffrivo a causa delle mie origini, non avevo amici, durante l’intervallo subivo le continue prese in giro dei miei compagni, che si divertivano a nascondere i miei oggetti e a fare scherzi di cattivo gusto. Non parlavo dell’accaduto a mia madre, perché quando tornava a casa era molto stanca e non avevo voglia di darle un dispiacere.
Sono arrivate le scuole medie e tutto è cambiato, sono uscita da un incubo. Adesso ho tanti amici e sono serena!
Onuno ha le sue origini, ognuno il suo aspetto, ognuno ha i suoi difetti. Siamo tutti uguali e diversi, nessuno è migliore di nessun altro.